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La scelta dei diffusori per l'impianto Hi-Fi.

Diffusore multivia Chi usa da tempo impianti audio di qualità, sà che é meglio rivolgersi a rivenditori qualificati, dove é difficile imbattersi nelle cosiddette ciofeche, chi é alle prime armi però potrebbe farsi tirare dalla moltitudine di offerte del mercato.

In questi casi consigliamo di tener conto almeno delle note seguenti perché da un rivenditore qualsiasi un'addetto ti può anche dire:
. . .le consiglio questo, é il migliore, sfrutta una nuovissima tecnologia, ha il display con 3000 funzioni, é piccolo e all'interno cé un @#!*#@*!

Poi continua con affermazioni alle quali non si sà se ridergli in faccia o farlo ricoverare, insomma, ti stà facendo la famosa supercazzola.

Lui deve vendere, poi dopo un mese, prova a dirgli che in realtà ciò che ti ha venduto é di infima qualità, oppure che la nuovissima tecnologia é appena degna di un giocattolo per bambini.

Il contenitore o box (la cassa).
Sfatiamo una leggenda metropolitana, il contenitore di un diffusore non é come quello di una chitarra, non deve risuonare ma essere più neutro possibile.

Test sulla cassa Un semplice metodo per riconoscere le porcherie é picchiettare le pareti con le nocche delle dita, più il suono che emettono é sordo più il contenitore é di qualità, a titolo di esempio, fai la stessa prova su un muro di mattoni pieni di forte spessore, quello é il top, provando sul box di un diffusore più si avvicina a quello del muro di mattoni e più il box del diffusore é di qualità.

Scarta a priori e senza pensarci, tutte quelle che emettono un suono simile ad una scatola di plastica, peggio ancora se con vibrazioni come se fosse rotta.

Il peso.
Anche se non é una regola esatta anche il peso é importante, per ora nessuno ha ancora pensato di ingannare gli aquirenti aggiungendo delle zavorre (succedeva un tempo con certi apparecchi) quindi per maggiore sicurezza controlla il peso.
Quando un diffusore é pesante ci sono buone probabilità che contenga trasduttori con magneti importanti, che il contenitore sia di un certo spessore e non meno importante la sua frequenza di risonanza é molto bassa, con il risultato di non oscillare in controfase sui bassi molto profondi cancellandone una parte.
Attenzione ai leggeri scatolotti in plastica o altri materiali sottili, quelli non sono diffusori ma fanno solo finta di esserlo.

I trasduttori in generale
Diffida di quei diffusori con i trasduttori mascherati (coni ricoperti per motivi estetici con materiali plastici luccicanti) quasi sempre sotto si nasconde un trasduttore scadente, d'altronde un trasduttore di qualità é progettato in modo da dare il meglio così comé, se gli viene applicato qualcosa sul cono tutte le sue caratteristiche vengono alterate.

Il tweeter.
Per questo trasduttore é impossibile generalizzare, se vedi però una cosa plasticosa é facile che sia falso, non é un caso imbattersi in tweeter falsi, in pratica cè solo il frontale, all'interno non cé nulla.
I più facili da riconoscere sono quelli a cupola morbida, in questi casi si tratta di veri tweeter, mai visto uno di questi falso, forse perché costerebbe uguale a quello vero.
Attenzione, i tweeter falsi si trovano solo nei diffusori a bassisimo costo.

Il woofer.
Quì é molto difficile riconoscere quelli scadenti, vengono imitati molto bene anche esteticamente, ma alcune regole di base sono :

Se ha il cono di carta non significa assolutamente che é vecchio o scadente, anzi, molti dei migliori e più costosi woofer in commercio hanno il cono in carta trattata.
Attenzione invece se ha il cono in altri materiali, é vero che ci sono coni realizzati con materiali molto moderni e performanti, ma allo stesso tempo é facile imitarli esteticamente rendendo difficile il riconoscimento all'utente.

Test sul woofer Per ottenere indicazioni sul tipo di accordo del woofer e dello smorzamento interno dei diffusori é sufficiente picchiettare delicatamente il cono con il dito indice ed ascoltare il suono emesso.
Un suono sordo, senza risonanze accentuate e con frequenza bassa é un buon segno, certi diffusori a basso costo vengono realizzati senza nemmeno calcolarne l'accordo e senza materiale fonoassorbente interno.
Questa prova per un'esperto di diffusori fornisce più informazioni di quanto sembri ad un neofito, equivale a pilotare il diffusore con un impulso per ottenere informazioni sul suo accordo e smorzamento.

Diffusori monolitici o con sub separato.
Quì non cé dubbio, diffusori monolitici, il sub separato é sempre un ripiego, in pratica vorrei ma non sò come posizionarle nel mio ambiente di ascolto allora uso un sub messo da qualche parte.
Ovviamente per l'home-teatre é prevista l'installazione di un sub separato, il sub é il rumorista, in pratica da lì escono botti, esplosioni e quant'altro, l'Hi-Fi però é un'altra cosa; per un'impianto Hi-Fi se cé un contrabbasso a sinista deve essere riprodotto un contrabbasso a sinistra, le sue note non devono arrivare da una posizione indefinita come ad esempio da sotto ad un mobile e non cé scusa che tenga, il contrabbasso non lo puoi riprodurre con una scatoletta, anche se l'ha progettata un famoso ricercatore dell'istituto tal dei tali.

Diffusori piccoli oppure grandi.
Difficile generalizzare, innanzitutto piccoli non vuol dire moderni e se sono grandi non significa che sono tecnologicamente vecchi, le dimensioni con la tecnologia non c'entrano nulla.
Una cosa é certa, se sono grandi é molto probabile che riproducano frequenze basse con la giusta linearità, si ricorda che il basso viene percepito con il corpo anche al di sotto delle frequenze udibili.
I diffusori piccoli anche se di ottima qualità sono sempre utilizzati per mancanza di spazio.

Prezzo concorrenziale.
Per prezzo concorrenziale si intende un prezzo che consenta all'azienda di produrre il diffusore guadagnandoci, se invece il prezzo é stracciato, magari inferiore a quanto costa un solo trasduttore di bassa qualità o addirittura più basso del costo dell'imballo, é una ciofeca, non un diffusore, tantomeno Hi-Fi.

[ Claredot ]

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